La crisi economica degli ultimi mesi ha riguardato un po’ tutti gli aspetti della vita quotidiana. Così tanti italiani si sono ritrovati a risparmiare: un modo per imparare a utilizzare le risorse che si possiedono, e da prendere come esempio anche nei momenti in cui le cose andranno meglio.

La limitatezza delle risorse economiche ha avuto conseguenze anche sul riscaldamento, che insieme all’energia elettrica si colloca tra le maggiori spese sostenute dalle famiglie.

Complice quindi la crisi economica, gli italiani hanno riscoperto il camino. Un aspetto che è stato rilevato dalla Coldiretti.
Di conseguenza il ritorno, ove possibile, a metodi di riscaldamento tradizionali ha comportato un drastico calo dei consumi di gas. Il livello infatti, ha sfiorato i minimi storici, dato che non si raggiungeva dal 2003.

Ricorrere all’uso dei termosifoni comporta un esborso non indifferente. Ecco perché in tanti hanno rispolverato il proprio caminetto o stufa a legna o in alternativa ne hanno acquistato dei nuovi. Questo aspetto risulta positivo non solo per il portafoglio, ma anche per l’ambiente. Il camino infatti costituisce la modalità di riscaldamento ecosostenibile.

«Con la crisi e l’aumento del prezzo dei combustibili quest’inverno sono state accesi oltre sei milioni di stufe e camini  sul territorio nazionale – ha affermato la stessa Coldiretti, commentando i dati a disposizione -.  Una dimostrazione evidente del ritorno di forme di riscaldamento che sembravano dimenticate dovuto».

In realtà il fenomeno del ritorno alla tradizione con caminetto, ma anche alle stufe è una tendenza rilevata anche nel lungo periodo. Un fenomeno che è andato crescendo, e si è potuto rilevare negli ultimi dieci anni. Una risposta all’aumento costante del prezzo del gas.

«Un record  – ha rilevato la Coldiretti – che ha reso necessaria l’importazione di ben 3 miliardi di chili di legna da ardere nel corso di tutto il 2012 che saranno bruciati per garantire il caldo nelle case degli italiani, mentre nell’arco di dieci anni si è praticamente dimezzato il consumo di gasolio da riscaldamento».

L’utilizzo maggiore di camini e stufe ha contribuito quindi all’aumento della richiesta sempre maggiore di legna. Una risorsa di cui l’Italia è ricca, malgrado si ricorra alle importazioni.

«L’Italia è diventata il primo importatore mondiale di legna da ardere, nonostante la presenza sul territorio nazionale di 10 milioni e 400 mila ettari di superficie forestale – ha dichiarato la Coldiretti – in aumento del 20 per cento negli ultimi 20 anni. I 12 miliardi di alberi che coprono oltre un terzo della superficie nazionale (35 per cento) costituiscono il polmone verde dell’Italia con circa 200 alberi per ogni italiano».

Photo Credit © fuoco – lavorincasa.it

Post By Angela (117 Posts)

Aspirante giornalista, scrive per passione praticamente da sempre. Sensibile alla tutela del consumatore, per eTerra si occupa di Risparmio Energetico

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